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GOL: “Garanzia di occupabilità dei lavoratori”. Il programma di politica attiva del Governo per “formare” e reinserire 3 milioni di lavoratori

Chiamato più semplicemente Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), è un importantissimo strumento di politica attiva introdotto lo scorso anno dal Governo Draghi, che ha messo sul tavolo 4,9 miliardi complessivi, per il quinquennio 2021-25 nell’ambito del PNRR, con la volontà di prendersi carico di quasi 3 milioni di “beneficiari” tra percettori di Naspi e del Reddito di Cittadinanza, donne (il 75% del totale), disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55, lavoratori in cassa integrazione straordinaria e lavoratori autonomi con partita Iva chiusa, creando un vero e proprio Programma di occupazione dei lavoratori che possa camminare in simbiosi con il piano nazionale di formazione, con un importo d’investimenti e un ventaglio d’interventi rilevanti per raggiungere una platea davvero ampia. La Legge di Bilancio 2022 ha ulteriormente rafforzato le politiche attive del lavoro, allargando la platea di persone che potranno accedere al programma GOL.

L’obiettivo è quello di un sistema che aiuti i lavoratori a cercare e difendere il lavoro e le imprese e riqualificare la manodopera. Una vera e propria “mini riforma” che contribuirà a migliorare la competitività del Paese, la tenuta sociale, a difendere i lavoratori e la capacità produttiva nazionale di fronte alle sfide legate alle transizioni tecnologiche e ambientali. Peculiarità del GOL, che si inserisce nell’ambito della Missione 5, Componente 1, del PNRR, la sezione del Piano dedicata alle politiche del lavoro, è quello di tracciare l’iniziale percorso di formazione personalizzata per la riqualificazione delle competenze. Almeno in 800mila, infatti, dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300mila per il rafforzamento delle competenze digitali. Il programma sarà anche uno spazio di innovazione e sperimentazione per progetti su scala ridotta, adottati d’intesa con le Regioni, la cui valutazione, se positiva, potrà introdurre modifiche delle policy nazionali. In particolare target occupazionali che più difficilmente si rivolgono ai Centri per l’impiego, mappatura e/o promozione di spazi accreditati o accreditabili per co-working, fab lab e incubazione, accelerazione di impresa per la creazione di comunità professionali che facilitino l’auto-impiego, fragilità e vulnerabilità,  sperimentazione di forme di occupazione «protetta» o di percorsi di accompagnamento dedicato, con il coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore, per persone con disabilità grave o per i disoccupati più fragili.

Garanzia-di-occupabilità-dei-lavoratori

Cinque percorsi di formazione

Nel dettaglio, sono previsti cinque percorsi in funzione della occupabilità: reinserimento lavorativo, aggiornamento (upskilling), riqualificazione (reskilling), lavoro e inclusione e ricollocazione collettiva (in caso di crisi aziendale). Il GOL sarà anche uno spazio di innovazione e sperimentazione per progetti su scala ridotta, adottati d’intesa con le regioni, la cui valutazione, se positiva, potrà introdurre modifiche delle policy nazionali.

01 – Reinserimento lavorativo: per coloro più vicini al mercato del lavoro, servizi di orientamento e intermediazione per l’accompagnamento al lavoro.

02 – Aggiornamento (upskilling): misura destinata ai lavoratori più lontani dal mercato, ma comunque con competenze spendibili, interventi formativi richiesti prevalentemente di breve durata e dal contenuto professionalizzante.

03 – Riqualificazione (reskilling): per lavoratori lontani dal mercato e competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, formazione professionalizzante più approfondita, generalmente caratterizzata da un innalzamento del livelli di qualificazione/EQF rispetto al livello di istruzione.

04 – Lavoro e inclusione: nei casi di bisogni complessi, cioè in presenza di ostacoli e barriere che vanno al di là della dimensione lavorativa; oltre ai servizi precedenti si prevede l’attivazione della rete dei servizi territoriali (a seconda dei casi, educativi, sociali, socio-sanitari, di conciliazione) come già avviene per il Reddito di cittadinanza (e prima per il REI).

05 – Ricollocazione collettiva: valutazione delle chanches occupazionali sulla base della specifica situazione aziendale di crisi, della professionalità dei lavoratori coinvolti e del contesto territoriale di riferimento per individuare soluzioni idonee all’insieme dei lavoratori stess.

Le risorse previste e i target

Le risorse complessive sono pari a 4,4 miliardi di euro a cui si aggiungono 600 milioni di euro per il rafforzamento dei Centri per l’impiego (di cui 400 già in essere e 200 aggiuntivi) e 600 milioni di euro per il rafforzamento del sistema duale. Elemento costitutivo della riforma, da cui dipendono i finanziamenti UE, è la definizione di milestone e target. Quelli previsti dal GOL sono i seguenti:

Milestone 1: entrata in vigore dei decreti interministeriali per l’approvazione di GOL e Piano Nuove Competenze entro il 202.
Milestone 2: adozione di Piani regionali per la piena attuazione di GOL e raggiungimento di almeno il 10% dei beneficiari complessivi entro il 2022.

Target 1: almeno 3 milioni di beneficiari di GOL entro il 2025. Di questi, almeno il 75% dovranno esseredonne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55.

Target 2: almeno 800 mila dei suindicati 3 milioni dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali.

Target 3: almeno l’80% dei CPI in ogni regione entro il 2025 rispetta gli standard definiti quali livelli essenziali in GOL.

Con riferimento agli investimenti dei Centri per l’impiego e sistema duale, sono stati individuati altri 3 obiettivi:

Target 4: almeno 250 CPI hanno completato entro il 2022 il 50% delle attività (escluse le infrastrutturali) previste nel Piano regionale di rafforzamento.

Target 5: almeno 500 CPI hanno completato tutte le attività previste nel Piano regionale entro il 2025.

Target 6: almeno 135 mila ragazzi/e in più partecipano al Sistema Duale entro il 2025.

Tutti gli obiettivi del GOL e i centri per l’impiego

Centralità dei livelli essenziali delle prestazioni: superare l’eterogeneità delle prestazioni e dei servizi garantiti nei territori. Esigibilità dei medesimi sulla base delle risorse disponibili.

Prossimità dei servizi: indirizzare gli investimenti sia verso l’offerta di servizi digitali, anche sfruttando l’esperienza maturata con la pandemia, sia in direzione di una presenza fisica con la diffusione capillare dei CPI.

Integrazione con le politiche attive regionali: evitare il più possibile canali separati di intervento poiché le sovrapposizioni tra strumenti con le medesime finalità producono solo inefficienze.

Integrazione con le politiche della formazione: superare la separazione tra politiche della formazione e politiche attive del lavoro, con la personalizzazione degli interventi e formazione dedicata sulla base dei fabbisogni rilevati.

Rete territoriale dei servizi: integrare tra loro i servizi territoriali; servizi di conciliazione per promuovere l’offerta di lavoro femminile; per i lavoratori meno qualificati, intervenire sulle competenze di base, oltre che sulla formazione professionale; realizzare una programmazione integrata tra i servizi sociali e quelli sanitari, nel caso di persone con disabilità o altre fragilità.

Cooperazione tra sistema pubblico e privato: va resa strutturale la cooperazione tra i servizi pubblici e agenzie per il lavoro, soggetti accreditati per la formazione, altri soggetti riconosciuti dalle Regioni, incluso il privato sociale. Coinvolgimento del privato anche per le persone con meno chanches occupazionali.

Personalizzazione degli interventi: differenziare gli interventi a seconda dell’età, del livello di competenze, della complessità del bisogno, delle esigenze di conciliazione, del contesto del mercato del lavoro di riferimento, dei fabbisogni espressi dalle imprese, delle concrete opportunità occupazionali.

Coinvolgimento delle imprese e del territorio: coinvolgere gli operatori economici locali affinché i CPI possano divenire punto di riferimento nell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro territoriale, con la stipula di veri e propri «patti territoriali» per fornire strumenti formativi dedicati e condizionati all’assunzione.

Rafforzamento di capacità analitiche: sviluppo strumenti analitici per la conoscenza dei sistemi locali del lavoro e la previsione dei nuovi fabbisogni di competenze richiesti.

Innovazione, sperimentazione, valutazione: sviluppo di progetti innovativi e sperimentali, scale-up di quelli che si dimostrano efficaci, valutazione rigorosa delle politiche basata su evidenze.

Programmazione orientata ai risultati: milestone e target sono la regola non solo per il finanziamento nazionale da parte della UE, ma anche per quello delle Regioni in sede di attuazione.

Sistema informativo e monitoraggio capillare: accelerazione e completamento della realizzazione del Sistema informativo unitario del lavoro, osservazione capillare e in tempo reale dell’attuazione a livello di singolo centro per l’impiego.

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