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Crisi energetica 2022: cause e conseguenze

La crisi energetica del 2022 non può che modificare le strategie delle aziende sul breve e sul lungo periodo

Oggi più che mai si sente parlare di crisi energetica, ma spesso non è chiaro che cosa si intendere quando tutti i mezzi di comunicazione trattano questo argomento. Dunque, è fondamentale fare chiarezza. Una crisi energetica, si verifica quando la domanda, sia per fonti rinnovabili che non rinnovabili aumenta a fronte di un’offerta che invece diminuisce. Il risultato sarà quello di andare incontro a un aumento dei prezzi di consumo che si ripercuote sulla popolazione.

Le conseguenze della crisi energetica

Con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina la situazione sta diventando sempre più drammatica e i costi dell’energia stanno salendo considerevolmente. Le prospettive future, dunque, non fanno presagire nulla di buono, perché la situazione continuerà a peggiorare anche nei prossimi mesi, con effetti nefasti che iniziano a palesarsi sotto gli occhi di tutti. È chiaro quindi che la crisi energetica in Italia e in Europa sta mettendo i cittadini di fronte a scelte difficili. Perciò, è importante capire a cosa è dovuto questo periodo di difficoltà, quali saranno le conseguenze e se esiste un modo per far fronte agli aumenti previsti nei prossimi mesi. È stato proprio Mohammad Barkindo, segretario generale dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC), che ha riflettuto sui drammatici sviluppi geopolitici che derivano dallo scoppio della guerra in Ucraina. Questa situazione non può che avere dirette implicazioni anche dal punto di vista energetico dato che la Russia, il Paese colpito dalle sanzioni, è il maggior esportatore di gas per tantissimi Paesi dell’Unione Europea e non solo.

È necessario l’intervento di professionisti per contrastare la crisi energetica

A seguito della pandemia di COVID-19 che ha causato un calo della domanda di energia, e dopo il taglio della produzione di petrolio si è verificato uno squilibrio tra domanda e offerta, acuito dalla crisi della catena di approvvigionamento globale del 2021/22. La crisi energetica, già in corso da qualche mese, ha avuto un impatto importante sull’economia e sull’ambiente. La problematica ha comportato una frenata della transizione energetica del Paese. Questa situazione pone in essere la necessità di assumere professionisti nel campo dell’energy management che sappiano gestire al meglio i consumi e i costi che tutte le attività devono sostenere. Sarà necessario farsi trovare pronti di fronte a questa grande sfida, con una preparazione adeguata. Dunque, assumere un esperto in gestione dell’energia è la scelta migliore per fronteggiare al meglio tutte le spese a cui ogni giorno tutte le imprese vanno incontro. Infatti, già nel 2020, il numero di EGE nominati è cresciuto. I soggetti che hanno nominato un energy manager, risultano essere circa il 10% in più rispetto allo scorso anno. Dunque, acquisire una certificazione EGE può essere una grande opportunità lavorativa in un momento di grande difficoltà economica nella gestione delle risorse energetiche e per far fronte agli eventuali impatti ambientali. Accademia Da Vinci, ente di formazione nazionale, offre la possibilità di diventare un Esperto in Gestione dell’Energia tramite un corso fruibile interamente online. Inoltre, il corso è accreditato al Consiglio Nazionale degli Ingegneri con il rilascio di 23 CFP – CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI. È acquistabile anche tramite MEPA utilizzando il codice 4381391.

Per maggiori informazioni è possibile contattarci allo 02 40703070.

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Le energie rinnovabili

Le aziende oramai puntano tutto sulle rinnovabili.

Di base non ci sarebbe nulla di male in questo modo di pensare, se non fosse che il momento storico che stiamo vivendo, anche dal punto di vista ambientale, non è dei migliori. L’impiego di energie rinnovabili è legato alle evoluzioni del cambiamento climatico. Infatti, l’estate 2022 è stata una delle stagioni più calde e secche di sempre. Accade che se i fiumi sono in secca, non è possibile utilizzare a pieno regime le centrali idroelettriche. In molti casi, infatti, si è dovuto effettuare una scelta: riservare l’acqua disponibile alla produzione di energia o ai campi degli agricoltori che temono per il loro raccolto. Se il vento latita, le pale eoliche non possono funzionare. E quindi non possono fornire energia. Anche qui, quindi, la soluzione pare sempre la stessa: combattere il cambiamento climatico con più ambientalismo, favorendo una transizione energetica rapida. Le risposte però, durante una tempesta perfetta, non sono mai del tutto giuste.